Il ruolo dell’allenatore

Lug 23rd, 2008 da admin
Marcello LippiVi sono pareri discordanti circa il ruolo e l’importanza di un allenatore in una squadra di calcio. E’ più importante avere un buon allenatore con giocatori mediocri oppure anche un allenatore principiante riuscirebbe a portare alla vittoria una squadra fortissima?

L’allenatore è colui che deve allenare la squadra durante la settimana, ossia scegliere i carichi di lavoro nei vari periodi dell’anno, preparare una partita e stilare la formazione titolare e i convocati, vedendo coi proprio occhi i giocatori più in forma. Non è invece compito dell’allenatore la preparazione fisica dei giocatori per i quali esiste un preparatore atletico.

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Giovani allenatori crescono

Lug 7th, 2008 da admin


Molti calciatori da poco ritirati, un po’ per passione e un po’ per soldi, decidono di passare il loro futuro su un panchina di una squadra di calcio. È il caso per esempio del vincente Roberto Mancini, che appena terminata la carriera di giocatore con magie nella Sampdoria e nella Lazio, ha intrapreso con ottimi risultati quella da allenatore, prima nella Fiorentina, nella Lazio e quindi nell’Inter.

Altro caso di questo nuovo trend è Walter Zenga, ex portiere interista, che dopo una parentesi da allenatore in Romania, è ora sulla panchina del Catania. Ma è soprattutto dalla casa-scuola Milan che escono un gran numero di allenatori e molti promettentissimi. Ancelotti stesso era centrocampista ai tempi del Milan vincente di Sacchi, e il suo vice Tassotti era un ottimo difensore.

L’allenatore della nazionale cacciato, Roberto Donadoni faceva anch’egli parte di quel vincente ciclo, così come Marco Van Basten che dalla guida della nazionale olandese, è passato a quella dell’Ajax. E poi Rijikaard, ex allenatore del Barcellona che con Van Basten e Gullit formava il trio delle meraviglie. La stessa leggenda Franco Baresi sta militando nella gestione delle giovanili rossonere.

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Convocazioni mondiali nazionale italiana

Lug 3rd, 2008 da admin


È iniziata ufficialmente la nuova avventura di Marcello Lippi alla guida della nazionale italiana, un ritorno tanto atteso che si spera darà i suoi risultati.
Ma guardiamo un attimo al futuro, ormai prossimo, ossia ai Mondiali 2010 e a quali saranno le scelte di Lippi.

Innanzitutto il C.T. è stato chiaro: niente ripensamenti su Totti e Nesta, che quindi per loro scelta non parteciperanno alla prossima edizione dei mondiali.
Per quanto riguarda la porta sembra ovvia una conferma di Buffon tra i pali.
In difesa è emerso Chiellini, ma Zambrotta e Materazzi avranno qualche annetto di troppo nel 2010. Tra i sostituiti sono pronti Gamberini, Domizzi e Maggio sulle fasce.

Panucci inoltre con Lippi non ha buoni rapporti ed è sicuro per lui un addio alla maglia azzurra.
Grosso dovrebbe invece essere confermato.
A centrocampo il trio del Milan e quello della Roma possono offrire ancora garanzie, con le alternative di Riccardo Montolivo che ha fatto molto bene nella Fiorentina.

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Torna Marcello Lippi

Giu 27th, 2008 da admin
Il ritorno di Marcello Lippi sulla panchina azzurra è ormai cosa certa dopo il saluto a Donadoni. Ma nella storia i ritorni funzionano sempre? Oppure i minestroni scaldati sono meno buoni?
Andando a leggere le statistiche storiche si trovano ritorni eccellenti, spesso a braccetto con crac clamorosi. Helenio Herrera nel 1973 torna all’Inter dopo la vincente parentesi di 5 anni prima, ma il suo ritorno non ha nulla a che vedere con i suoi passati successi.

Sacchi e Capello tornano al Milan nel 1996 e 1997 rispettivamente ma nessuno dei due ripete i successi dei cicli precedenti, anzi si ritrovano miseramente a metà classifica.
Trapattoni torna alla Juve nel 1991 dopo parentesi interista ma anch’egli senza successo.

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Processo a Donadoni, c’è pronto Lippi

Giu 24th, 2008 da admin


L’Italia è stata eliminata da uno dei più brutti europei che abbia mai disputato, sul piano del gioco e su quello dei risultati. Inevitabili allora i processi e le critiche al C.T. Donadoni, che suo malgrado era succeduto al trionfatore dei mondiali Marcello Lippi.

Gli errori che gli si possono incolpare sono svariati. A monte di tutto le convocazioni, con qualche erroraccio di valutazione come l’assenza di un’alternativa a Toni, totalmente fuori forma. Questa poteva essere ricercata in uno tra Inzaghi, Iaquinta o un giovane esploso nel precedente campionato.
Poi il modulo tattico, un 4-3-2-1, quando il 4-4-2 classico di Lippi aveva portato grandi risultati.

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